Creare una coreografia significa per Marina De Stefani aprire una conversazione verbale e corporea all’interno del gruppo dove lo sviluppo della coscienza individuale alimenta l’intero processo creativo del lavoro. In una ricerca dove il movimento e il gesto del danzatore devono rispondere alla “necessità interiore”, l’arte coreografica dovrà seguire lo stesso principio e puntare ad armonizzare l' intento interiore del coreografo e quello di ciascun danzatore. La sua ricerca le ha permesso di comprendere che se l’atteggiamento del coreografo rimarrà libero e aperto ad ogni possibilità, anche a quella dell' insuccesso o ad una temporanea mancanza di idee, allora e solo allora, si sperimenterà la potenza della forza creativa del gruppo e si comincerà a comprendere che l’opera sulla quale si sta lavorando ha una sua propria vita spirituale che chiede di venire alla luce. + | |||
Esemplificativo è il processo creativo che ha portato alla creazione della coreografia PeacePiece (https://vimeo.com/233400381) e successivamente alla pubblicazione del libro PeacePiece – Come nasce una danza espressiva ( Ibs, Libreria Universitaria, La Feltrinelli e presso le maggiori librerie online) scritto dalla coreografa dove la stessa racconta in una sorta di “diario di bordo” tutte le fasi dell’esperienza e delinea gli elementi fondamentali del Metodo. | |||
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